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Unieuro ha archiviato l’esercizio 2019/20 con ricavi record per 2,44 miliardi, in progresso del 16,2% su base annua, un Ebitda adjusted, salito dell’11,6% a 82,1 milioni, e un utile netto adjusted in aumento del 7% a 45,7 milioni.

“Risultati ancora una volta eccellenti e senza precedenti nella storia di Unieuro che sottolineano ulteriormente la rilevanza del nostro percorso di crescita degli ultimi tre anni, da quando siamo sbarcati in Borsa”, afferma Giancarlo Nicosanti Monterastelli, AD di Unieuro, in un’intervista rilasciata a Market Insight.

Giancarlo Nicosanti Monterastelli, AD di Unieuro

In questo periodo, sottolinea il CEO, “abbiamo infatti espanso il fatturato di ben 784 milioni, di cui circa 500 grazie alle acquisizioni, da ultimo quella dei negozi siciliani ex-Pistone”.

“Nell’esercizio in esame l’eccellente dinamica dei ricavi ha riguardato tutti i canali di vendita e tutte le categorie”, prosegue Nicosanti, “e non è tutto: da record è stata anche la crescita interna, con la nostra migliore performance like-for-like da molti anni a questa parte, pari al +6,5%”.

“Tutto questo grazie sia al canale Online sia alla rete di negozi: nello specifico il primo ha registrato un incremento del 23,5%, in forte accelerazione nel secondo semestre, sovraperformando ancora una volta mercato”.

“In crescita a sua volta anche il fatturato della rete, a parità di negozi, beneficiando della nostra forza commerciale e della volontà di consolidare la nostra leadership”.

Degna di nota inoltre, evidenzia l’AD, “la crescita soddisfacente per quanto riguarda la rete di affiliati, con un progresso del 14 per cento, trainato in particolare dall’ottima performance degli shop-in-shop negli ipermercati Iper La grande i, ora pienamente a regime”.

Risultati che hanno consentito a Unieuro di fare ancora meglio rispetto al mercato “sia online che offline, così come in tutte le categorie merceologiche e in particolare nel grey e brown che a livello di mercato hanno sofferto”.

Traguardi importanti, ricorda l’AD, “frutto di una strategia, la stessa che portiamo avanti da prima dello sbarco in Borsa e che decliniamo nei tre pilastri: prossimità, customer experience e retail mix”.

In tal senso, riguardo il primo di questi tre cardini strategici, spiega Nicosanti, “nell’esercizio, abbiamo aperto 18 nuovi negozi, di cui 14 in Sicilia e uno a Bergamo, primo dei cinque frutto dell’accordo con CIA Conad, e chiudendone 6, in un’ottica di razionalizzazione della rete”.

“Nel 2020 arriveranno altri 4 negozi, tutti negli ex-ipermercati Auchan oggi diventati Spazio Conad, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la penetrazione nella GDO, come fatto con Finiper, chiaramente se l’emergenza sanitaria lo consente”.

Restano centrali nella strategia di Unieuro anche gli sforzi in tema di customer experience, che, continua il CEO “ci hanno ripagati anche nell’esercizio passato, con un Net Promoter Score del canale diretto salito ulteriormente, a 46,3 punti e l’ottenimento del premio “Insegna dell’anno” per la nostra categoria. Riconoscimenti che evidenziano l’apprezzamento da parte dei consumatori del valore aggiunto che offriamo loro, anche e soprattutto in termini di servizio”.

“Infine, in un’ottica di miglioramento del Retail mix, abbiamo continuato a puntare sul Bianco, anche a marca privata, e sui servizi, lanciandone di nuovi. Servizi, soprattutto quelli più innovativi, che saranno ricopriranno un ruolo di spicco nella fase 2 dell’emergenza Covid”.

D’altronde, evidenzia Nicosanti, “il leader non è semplicemente l’operatore che fattura di più, ma quello che sa innovare il mercato”.

“Una leadership costruita e rafforzata grazie anche allo straordinario impegno profuso da tutte le nostre persone, che in particolare oggi, lavorando tenacemente nei negozi, nei poli logistici e in sede, ci permettono di affrontare con determinazione la crisi epocale legata all’emergenza Covid-19”.

“Una situazione certamente critica e inedita”, come sottolinea L’Ad, “che Unieuro ha prontamente affrontato”.

Numerose sono state infatti le iniziative messe in atto dal gruppo romagnolo con l’obiettivo primario di “tutelare le persone, salvaguardo al tempo stesso anche la situazione economico-patrimoniale dell’azienda e con essa tutti i suoi stakeholder, tra cui gli azionisti, adottando misure di contenimento degli effetti – di base molto dannosi – che l’emergenza è in grado di produrre sui nostri ricavi nonché sulla nostra redditività e solidità”.

Tra le iniziative di tutela del personale, spiega L’AD, “oltre alla chiusura volontaria della rete diretta per due settimane, dal 13 al 29 marzo, abbiamo adottato misure igieniche stringenti a Piacenza, nel nostro hub logistico, abilitando inoltre tutti gli impiegati della sede allo smartworking, senza però registrare alcun ostacolo nello svolgimento dell’attività manageriale e amministrativa”.

“Dal 30 marzo abbiamo gradualmente riaperto i negozi e, con l’inizio della cosiddetta Fase 2, stiamo pubblicizzando la nostra voglia di ripartire. Oltre al rispetto di tutte le prescrizioni in materia di igiene e sicurezza, abbiamo stipulato una polizza sanitaria a copertura del rischio Covid per tutta la popolazione aziendale e abbiamo donato 2000 smartphone a ospedali e case di riposo delle regioni più colpite”.

Numerosi anche gli interventi per la salvaguardia della redditività di Unieuro.

Infatti, nonostante il canale Online abbia rappresentato prima, durante e dopo la chiusura volontaria, il principale punto di contatto dei clienti con Unieuro, con risultati eccezionali, alla luce di ordini e ricavi in rialzo a tripla cifra e performance sistematicamente superiori a quelle del mercato, i ricavi del canale Retail sono stati impattati fin da marzo dall’epidemia”.

“Pertanto il primo trimestre è destinato a registrare una significativa contrazione dei ricavi, ed ecco perché è stato necessario agire anche sui costi”.

“Da segnalare, in primis, che in segno di solidarietà, il consiglio di amministrazione e tutto il management ha rinunciato a parte del proprio stipendio per i mesi di aprile e maggio”.

“Abbiamo poi fatto ricorso alla Cassa Integrazione in Deroga prevista dal Decreto Cura Italia, e per preservare ove possibile la liquidità aziendale, sin dagli inizi di marzo abbiamo avviato negoziazioni a tutti i livelli con i nostri fornitori di beni e di servizi, ottenendo già importanti risultati”.

Parallelamente prosegue Nicosanti, “abbiamo tirato parte dei 125 milioni di linee di credito revolving a cui abbiamo accesso e tutta la liquidità così ottenuta è tuttora disponibile, per fronteggiare le necessità dei prossimi mesi”.

“Allo stesso tempo stiamo valutando con grande attenzione pro e contro dell’accesso ai finanziamenti garantiti da Sace, previsti dal Decreto Liquidità e, anche per non rinunciare a questa possibilità, il CDA proporrà all’assemblea di non erogare il dividendo”.

“Un fatto paradossale, quest’ultimo”, ammette il CEO, “alla luce del più alto utile netto della storia di Unieuro, ma per il quale non riteniamo ci siano alternative in una situazione critica come quella attuale. Tutto questo rimanendo sicuri dell’importanza della solidità aziendale e che, di questo, gli azionisti ne sono consapevoli”.

Pensando al futuro, Nicosanti conclude “anche superata la situazione di emergenza, è importante ricordare che gli schemi a cui siamo abituati muteranno: emergeranno nei clienti nuove esigenze e trend di consumo, più orientati al digitale e a dei nuovi concetti di prossimità e servizio. In questo quadro, solo chi è riuscito ad attrezzarsi per tempo, cogliendo la sfida della digitalizzazione, resterà competitivo.

Noi siamo convinti che, anche in questo nuovo contesto, il nostro modello di business rimane quello corretto, grazie al tempo e alle risorse investite nel web e nell’omnicanalità, nonché costruendo un’organizzazione leggera e centralizzata”.